Intraprendere un cammino tra svariati percorsi possibili è un’intensa esperienza emotiva, sia nell’immediato che nel lungo termine: nel considerare le alternative non percorse, il valore assoluto delle opzioni riveste un’importanza relativa e cede il passo al significato attribuitogli dal soggetto. Rimpiangere un evento induce a dotarlo di significato e ad integrarlo nel proprio vissuto, quando questo irrompe nel mondo interiore come un dolore che nel tempo cambia valenza, con sfumature che vanno dalla rabbia, alla delusione, al rammarico, fino ad arrivare alla tristezza ed alla nostalgia, condizionando, ed essendo condizionato da, le decisioni importanti, che si strutturano su tutta una serie di microdecisioni quotidiane. Il rimpianto si presenta come un’emozione complessa, nel dispiegarsi della quale il contributo della cognizione non è affatto trascurabile. Focalizzarsi sulle alternative non percorse di scelte effettuate, od anticipare un rimpianto che si potrebbe esperire in seguito a decisioni importanti, dinamizza il concetto di tempo, annullandone la linearità. Tale fenomeno complica l’interpretazione del ruolo della responsabilità nell’elicitazione e nella intensificazione del rimpianto, che, colto nella sua accezione positiva, si trasforma in una potente motivazione al cambiamento.