Le opportunità generano rimpianti; i sentimenti di insoddisfazione sono più intensi quando le possibilità di una reazione correttiva sono evidenti (Roese, 2005). I rimpianti spingono a ricalibrare le decisioni ed ad intraprendere azioni correttive che migliorino le circostanze della vita (Zeelenberg, 1999). Inoltre essi implicano un’inferenza controfattuale upward (approfondimento al 2° capoverso di questo paragrafo) che stimola un’ottimizzazione della performance, secondo quanto hanno messo in luce gli studi sul nesso tra implicazioni inferenziali e modificazione del comportamento (Roese, 1994; Nasco e Marsh, 1999; Morris e Moore, 2000). Naturalmente, per essere intrapresa, l’azione correttiva deve essere percepita come possibile ed efficace. Una dimostrazione sperimentale ci viene offerta da Markman, Gavanski, Sherman, e McMullen (1993) che hanno manipolato gli esiti esperiti dai partecipanti ad una partita di blackjack simulata al computer; le conseguenze negative evocavano maggiormente un pensiero controfattuale di tipo upward (e quindi rimpianto) rispetto alle conseguenze positive. Ma questo effetto veniva riscontrato solo quando ai partecipanti veniva data la possibilità di giocare un’altra mano. I risultati sono stati interpretati in termini di perfezionamento del passato attraverso opportunità successive. Gilovich, Medvec e Chen (1995) hanno dimostrato che una ragione per la quale i rimpianti da omissione sono più duraturi dei rimpianti per le azioni è che la riduzione della dissonanza cognitiva è più attiva nei confronti di questi ultimi. I rimpianti relativi alle omissioni lasciano campo libero all’immaginazione ed apertura alle possibilità, a differenza dei rimpianti per le azioni ai quali viene data una sola alternativa: evitare di fare ciò che si è fatto. Gli effetti visibili dell’azione innescano la dissonanza cognitiva che si attiva per mitigare il danno (Gilovich e Medvec, 1995), ed i rimpianti per le omissioni durano più a lungo per mettere in risalto le opportunità percepite. I rimpianti, quindi, accenderebbero i riflettori sulle opportunità per motivare a coglierle, aggiornando continuamente i margini di miglioramento.